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Calciatori, giocatori, campioni, tutti a caccia del focus mentale attraverso tecniche di Mental Coaching
Martedì 31 Agosto 2010

Inter Campione d’Europa 2010 e Campioni di Mental CoachingCiao a tutti sono Danilo, con questo mio primo articolo del blog vi parlerò di come i grandi campioni utilizzano (consciamente o inconsciamente) tecniche di Mental Coaching per raggiungere grandi e grandissimi risultati.

Vi sentite più calciatori, giocatori o campioni? Sicuramente ognuno di voi almeno una volta nella vita ha calciato e almeno una volta ha giocato. Immaginiamo quindi di essere calciatori e giocatori, ma adesso viene il bello: chi ha il coraggio di sentirsi Campione? Cosa permette di essere definiti campioni di qualcosa? Di trionfare in qualcosa? Di essere celebrati per qualcosa? Cosa consente di fare la differenza?

È appurato che la differenza tra due giocatori di pari livello atletico e tecnico sia data dalla componente mentale. Questo è ad esempio il motivo per cui grandi giocatori sono rimasti in squadre di seconda fascia ed altri hanno saputo invece raggiungere grandi trofei, come i Mondiali o la Champions League. “Grandi trofei” uguale “grandi palcoscenici” uguale “essere sempre al top” uguale “grandi risultati”, equazioni tremendamente vere nel piccolo grande mondo del “Calcio che conta”, o, in senso lato, dell’universo sportivo.

Pensiamo all’Inter dello scorso anno. Non perché sono interista, o meglio, non solo per questo.

Pensiamo a Goran Pandev, fino a gennaio tenuto negli archivi della Lazio, rispolverato da Mourinho, titolare nella Finale di Champions League e Campione d’Europa. Complimenti davvero! Se non hai uno standard superiore alla media di concentrazione, di forza mentale, di sacrificio, di cura minuziosa del particolare, di autoanalisi orientata all’obiettivo, certi risultati non sarai mai in grado di raggiungerli.

Pensiamo a Diego Milito, dimostrazione di come un campione “forte tra i deboli” (Genoa, Real Saragozza) possa divenire il più forte tra i forti (Inter) e vincere qualsiasi paragone con altrettanti campioni del calibro di Ibrahimovic, Drogba, Rooney, etc.

Per dirla alla Sacchi essere un campione vincente significa colmare la differenza tra l’essere un grande calciatore e l’essere un grande giocatore, è fondamentale diventare un team member, sentirsi parte del team, erigersi a leader del team. Il grande Arrigo ci ricorda come lo spirito di gruppo sia un altro pilastro della mentalità del grande campione nelle competizioni e negli sport a squadre.

Abbiamo detto e stradetto che la mentalità fa la differenza. Occhio però: “Mentalità vincente” non sono due semplici parole campate per aria e citate a più riprese dai giornalisti quando non sanno più che dire o quando non sanno cos’altro dire, sono invece parte integrante della quotidianità di un calciatore che alla fine vince. E vince per davvero.

Mentalità vincente alla fine, come si dice dalle nostre parti, significa fatti, non pugnette. Cosa sono i fatti nella quotidianità? Beh, vi invito a porvi questa domanda: cosa ci può essere stato lo scorso anno nella testa di Cambiasso o di Zanetti, ogni mattina, quando si alzavano prima di andare all’allenamento? Ma non nelle mattine di inizio Maggio quando tutti i risultati erano lì lì per arrivare, andiamo alle mattine di luglio 2009, di Agosto, di Settembre, di Dicembre, di Gennaio. Ve lo siete mai chiesto?

Vivere un ambiente mentalmente vincente cosa significa? In questa risposta ci sta tanta roba. Di certo la mentalità si allena e si può allenare, così come la fisicità e la tecnica. Mourinho lo sa bene e soprattutto lo sa fare bene ed è il più grande merito che la critica gli ha riconosciuto. Incredibile come lo stesso Mourinho intervistato a fine match fosse già proiettato sulla prossima sfida che lo attendeva, quella di essere il primo ed unico allenatore a vincere la Champions in tre Paesi diversi (Portogallo, Italia, Spagna). Quasi non si godeva la festa del momento. Un vero cannibale di risultati e di successi! Ma secondo voi Mourinho era felice per aver raggiunto il risultato o aveva raggiunto felicemente questo risultato per oltre 300 giorni di allenamenti e partite di un’intera stagione?

Il modo che abbiamo per capire nel dettaglio come funziona la mente dei Campioni passa attraverso tre strade: la fisiologia, il linguaggio e il focus mentale. La fisiologia è evidente, il linguaggio un po’ meno anche se qualcosa possiamo comunque rilevare (ogni giocatore intervistato pochi giorni prima della finale dava risposte brevi, concrete, decise, veloci). Del focus mentale non possiamo invece sapere nulla, o meglio, potremo sapere tutto. Come fare? Scopriamolo! Chiediamolo a loro, ai diretti interessati, ai Campioni.

Anzi, partiamo da te, professionista o calciatore “della porta accanto”.

Prima però immagina di essere Campione! Un grande campione! Rivivi le tue più grandi giocate, i match più avvincenti, le partite dove sei stato decisivo, dove tutti ti hanno applaudito.

Immagina adesso di essere nel giorno dalla partita. Ti propongo un breve questionario. L’obiettivo è quello di tracciare, step by step, il tuo focus mentale e scoprire un po’ di più cosa ti passa per la cabeza a poche ore dal calcio d’inizio.

  1. Dopo esserti svegliato qual è il primo momento in cui pensi, anche solo per un istante, alla partita (Es. appena ti svegli, dopo esserti alzato prima o dopo la colazione, in un altro momento nel corso della mattinata, etc.)?
  2. Questo primo pensiero è: un’immagine o un filmato? Un suono/commento/discorso/urlo? Una sensazione di calore/ansia/agitazione/tensione/emozione che provi dentro di te? Un mix di queste cose?
  3. Questo primo pensiero è relativo a: la mia condizione di forma in vista del match, il match in generale (facile, difficile, etc.), il mio obiettivo personale per il match (devo assolutamente giocare bene, devo segnare, devo…, devo…), l’obiettivo di squadra per il match (dobbiamo...), altro?
  4. Quanto, prima dell’inizio della partita, inizi a pensarci in modo assiduo (Es: una volta ogni 5 minuti, ogni 10, ecc.)?
  5. I tuoi pensieri di approccio alla gara sono basati su delle convinzioni di fondo (io sono forte, io sono scarso, il pubblico in questo momento mi sta fischiando, non vado d’accordo con l’allenatore, etc.) o si basano sulla condizione del momento (mi sono alzato e mi sento in forma, mi sento stanco, mi sento pieno, mi fa male qui, mi fa male qua, mi sento esplosivo, etc)?
  6. Ci sono frasi che ti ripeti nella tua testa per caricarti? Tendenzialmente una frase di un compagno prima della gara ti carica o ti scarica?
  7. Ci sono gesti che esegui, anche nascosti, prima dell’inizio della gara? Un gesto di un compagno o dell’allenatore prima della gara ti carica o ti scarica? Attenzione, non confondere le scaramanzie con le abitudini, se le scaramanzie ti motivano sono ok, se non producono risultati cambiale o quantomeno eliminale, altrimenti rimani ancorato all’idea che quella scaramanzia sia negativa.
  8. Quanto influisce da 1 a 5 sulla tua carica/motivazione il discorso pre-partita dell’allenatore? Quanto il discorso di un membro della squadra (Es: del capitano)? Quanto il discorso di un membro della squadra durante il riscaldamento? Quanto il tifo del pubblico durante l’entrata in campo?
  9. Ti piace ascoltare musica nel pre-partita? Ti piace l’idea di creare con i compagni una colonna sonora da pre-partita? Rivedere il video delle tue azioni migliori di una qualsiasi partita potrebbe darti carica alla domenica mattina? Rileggere gli articoli in cui si parla bene di te o della tua squadra potrebbe darti carica alla domenica mattina?
  10. Qual è la cosa, sulla base della tua esperienza, che ti carica maggiormente nel pre-partita?

Bene, ora pensa al caso in cui questo esercizio di domande-risposte divenisse un esercizio quasi quotidiano. Pensate al caso in cui emergesse una proporzionalità quasi scientifica tra il focus pre-match, le vostre risposte e il risultato a fine match. Quindi basterà avere il focus giusto e il risultato atteso molto probabilmente arriverà?

Ebbene, Signore e Signori, Yes, è proprio così. E i Campioni, che lo sappiano o no, fanno proprio questo!

Tutti dicono “vedere per credere”, io dico “credere per vedere”. Buon questionario, a voi la risposta Campioni!!!

Danilo VillaDi Danilo Villa

 
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